Lo Scultone non aveva bisogno di inseguire le sue prede
Fra tutte le creature che popolano le antiche leggende della Sardegna, poche incutono un timore pari a quello dello Scultone.
Molti immaginano che una bestia tanto terribile dovesse lanciarsi all'inseguimento delle proprie vittime, devastando campagne e boschi con la forza delle sue membra. Ma le tradizioni più antiche raccontano una realtà assai più inquietante.
Lo Scultone non aveva alcun bisogno di correre.
Era sufficiente attendere.
Si dice che il mostro scegliesse luoghi isolati, dove il sole faticava a penetrare e il silenzio sembrava avvolgere ogni cosa. Lì rimaneva immobile, perfettamente confuso tra le rocce e la vegetazione, aspettando che qualche viandante incauto si avvicinasse abbastanza da incrociare il suo sguardo.
Era quello il momento che nessun uomo avrebbe potuto raccontare.
Per questo motivo le descrizioni dello Scultone sono tanto discordanti. Alcuni lo raffigurano simile a un enorme serpente, altri parlano di un rettile gigantesco dalle zampe possenti, altri ancora sostengono che possedesse sette teste. Tutti, però, concordano su un particolare.
Nessuno poteva fissarlo negli occhi e sopravvivere.
Forse è proprio questa la ragione per cui la sua vera forma continua a sfuggirci. Le poche testimonianze giunte fino a noi appartengono a uomini che ebbero la fortuna di scorgerlo soltanto da lontano o di raccogliere il racconto di chi, prudentemente, aveva distolto lo sguardo in tempo.
E chissà... forse, ancora oggi, tra le rocce più antiche dell'Ogliastra esistono luoghi in cui il silenzio improvviso dovrebbe essere considerato un avvertimento.
Perché ci sono creature che non hanno bisogno di inseguire le proprie prede.
Aspettano semplicemente che siano loro ad avvicinarsi.
Questo articolo è tratto dal Piccolo libro illustrato delle Creature Fantastiche della Sardegna, disponibile su Amazon.
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